Attività
L’idea è quella di dare voce e importanza ai desideri dei giovani, lì dove è possibile, ma anche quella di assumere noi stessi un atteggiamento propositivo nei loro riguardi.
L’elemento centrale di Spazio Ado è quello di "fare con" e non di "fare per."
La condivisione concreta delle attività è determinante per facilitare la costruzione di un rapporto di fiducia, favorire la spontaneità e attenuare le barriere generazionali.
Le attività sono scelte e proposte a secondo dei desideri del gruppo.
Per compiere delle scelte facciamo un gioco che chiamiamo Atelier del desiderio.
Atelier del desiderio:
Per un giovane non è sempre facile esprimere le proprie idee. Con la partecipazione a questo atelier si vuole facilitare l’espressione delle proprie voglie per poi tradurle in progetti comuni tra animatori e giovani.
Questo tipo di intervento si articola in tre fasi:
• Fase utopia:
Tutti i partecipanti, usando diverse possibili tecniche (bigliettini, cartelloni, video-box, ecc.) esprimono ciò che vorrebbero fare in questo spazio. Tutte le proposte sono prese in considerazione, dalla più discreta alla più folle. Al termine di questa operazione, tutti saranno a conoscenza delle proposte emerse.
• Fase d’elaborazione:
Il gruppo raggruppa per famiglie le diverse proposte espresse. Scopo di questa seconda fase è quello di ordinare per priorità quanto prodotto e cercare un denominatore comune. Il gruppo procede quindi alla scelta delle proposte e decide il proprio orientamento.
• Fase di realizzazione:
Il gruppo discute i risultati delle prime due fasi e apre la discussione sui mezzi e gli strumenti necessari per poter realizzare l’attività. Questa procedura potrà essere adottata usando anche tecniche “non verbali”. Questo passaggio darà a tutti la possibilità di confrontarsi in concreto con il “progetto” e valutarne assieme la fattibilità.
Sono vari gli aspetti in cui possiamo includere le nostre attività:
Aspetto culturale:
Arricchire il proprio bagaglio culturale con nuove esperienze può offrire la possibilità di affermarsi in modo non convenzionale. Le attività artistiche possono permettere al minore di scoprire nuovi modi di pensare e di realizzare i propri bisogni. Lo sviluppo della creatività, dell’immaginazione e della fantasia, attraverso varie forme d’espressione, contribuisce ad aumentare la conoscenza di sé e della società degli adulti.
Aspetto sociale:
Oltre alle relazioni che si svilupperanno nella quotidianità, sarà importante cercare di integrare queste azioni nella società.
Per dare un senso all’attività ricorrente con i giovani, sarà importante proporre e programmare delle manifestazioni, durante le quali sarà possibile confrontarsi con nuove relazioni, amicizie, esperienze e valori.
Questo processo permetterà inoltre di inserire lo spazio in una realtà di quartiere.
La partecipazione diretta nel proporre delle attività verso l’esterno è essenziale per ridare fiducia all’ospite stesso, oltre che a favorire una maggior tolleranza nei loro confronti.
Il riconoscimento degli altri e la maggior fiducia in sé stessi, possono diventare uno stimolo ad uscire da un circolo vizioso che può portare all’esclusione sociale.
Aspetto educativo:
I giovani della struttura non frequenteranno né una scuola né un apprendistato. L’animatore, educatore diventerà dunque un riferimento importante. Oltre al ruolo d’adulto dovrà, nel limite del possibile e della convenienza, assumere anche quello di mediatore.
Attraverso le varie attività, l’animatore cercherà di stabilire un rapporto di fiducia individuale con il giovane per arrivare ad una migliore comprensione dei problemi.
La personalizzazione dell’intervento permetterà un esame della realtà condivisa anche dal giovane, che tenga conto sia delle potenzialità sia delle difficoltà, e crei le premesse per un progetto di reinserimento soddisfacente.