Progetto
PROGETTO PER LA PRESA A CARICO RESIDENZIALE DI ADOLESCENTI SUL TERRITORIO
1. Esigenze in crescita
L’offerta di prestazioni della Fondazione Amilcare (offerta residenziale nei foyer e offerta diurna a Spazio Ado) non sono ormai più sufficienti per rispondere alle esigenze del territorio.
Innanzitutto bisogna osservare che le nostre strutture sono sempre piene, che le segnalazioni sono spesso urgenti e che c’è una lunga lista di attesa.
Gli operatori dei servizi e le Commissioni tutorie non sanno quindi come far fronte alle varie esigenze di collocamento e trovano delle soluzioni di ripiego, come la nomina di un curatore educativo come sostegno alla famiglia, o in casi estremi il collocamento del minorenne in una pensione.
In altre occasioni si aspetta semplicemente che si liberi un posto in un foyer, sperando che la situazione non degeneri.
Ci sono poi dei ragazzi, spesso i più sofferenti, che non accettano un collocamento in una struttura anche se ne avrebbero bisogno, e che vengono abbandonati al loro destino.
Fra questi ci sono anche quei giovani che, per ragioni diverse, interrompono bruscamente il collocamento in una struttura.
2. Definizione della casistica
Si tratta di giovani adolescenti, che abbiano compiuto in linea di massima 16 anni o che siano prossimi ai 18 anni, e che sono chiaramente in rottura con il mondo degli adulti, in modo particolare con il proprio nucleo familiare di appartenenza.
Spesso però sono anche in rottura con la scuola o con il mondo del lavoro e necessitano quindi di misure di protezione (collocamento) secondo la valutazione dei servizi o delle autorità civili o penali che se ne occupano.
L’équipe adoc si riferisce ai ragazzi:
- Per i quali, per ragioni diverse, non si ritiene opportuno il collocamento in una struttura residenziale,
- Per i quali non si ritiene necessario né auspicabile il collocamento in un istituto.
- Che interrompono bruscamente il collocamento in una struttura residenziale, ma che non hanno la possibilità di rientrare in famiglia.
Si tratta quindi di giovani che si trovano nella situazione di non sapere dove andare a stare di casa.
Questa équipe non si occupa di giovani particolarmente disturbati (beneficiari di una rendita AI con una problematica di tipo psichiatrico, debili, ecc.).
3. Segnalazioni, presa a carico e numero di ospiti
Le segnalazioni devono essere effettuate alla direzione della Fondazione Amilcare tramite il modulo 1 secondo gli accordi di collaborazione.
I servizi accreditati possono quindi segnalare (Servizio sociale, Servizio medico psicologico, Servizio educativo minorile, Commissione tutoria).
L’ente segnalante, in accordo con la direzione, valuta se il ragazzo può essere inserito in un foyer o se bisogna pensare ad una soluzione alternativa.
In questo ultimo caso, un componente di tale équipe, dopo una prima presa di contatto con il ragazzo, con l’operatore dell’ente segnalante ed eventualmente con la famiglia, troverà una soluzione abitativa adeguata e condivisa da tutti, che potrebbe essere :
- una pensione
- una famiglia
- un piccolo appartamento
La scelta di una soluzione dipenderà molto dalla situazione del ragazzo in questione.
Nella maggior parte dei casi, almeno in una fase iniziale, la miglior soluzione sarà sicuramente la pensione, poiché così si può rispondere ai bisogni primari del ragazzo (mangiare e dormire).
In seguito l’educatore potrà valutare con il ragazzo e con l’ente segnalante una situazione abitativa più appropriata alla sua situazione (appartamento, famiglia affidataria, inserimento in un foyer).
Si tratterà quindi di prendere contatto con l’ATFA e di trovare delle sinergie.
Si intende quindi trovare una soluzione individuale per ogni situazione.
Non si tratta di avere appartamenti con 3-4 posti letto da riempire secondo le esigenze del territorio, ma di costruire un progetto con ogni ragazzo.
Ciò significa che ci saranno ragazzi che abiteranno da soli in un monolocale, oppure due ragazzi che sono d’accordo di condividere un piccolo appartamento.
L’operatore mantiene un contatto costante con il ragazzo (in media 6-8 ore alla settimana), diventando così per lui un riferimento importante, sia dal punto di vista relazionale, sia per tutto quello che riguarda la sua progettualità.
L’operatore si preoccupa di aiutare il ragazzo a salvaguardare le relazioni con il suo contesto di vita.
L’équipe garantirà le seguenti prestazioni :
- Cercare con il ragazzo una soluzione professionale o formativa
- Garantire la frequenza alla scuola o al lavoro
- Mantenere i contatti con la scuola e con il datore di lavoro
- Collaborare con altre strutture come Spazio Ado, Area, Dragonato e altre
- Preoccuparsi della salute psichica e fisica del ragazzo creando e mantenendo i contatti con i vari servizi del territorio (SMP, medici, ecc.)
- Gestire la situazione finanziaria con il ragazzo
- Verificare la possibilità di ricostruire i legami familiari
- Tenere i contatti con altre figure adulte significative per il ragazzo
- Verificare e conoscere le amicizie del ragazzo
- Tenere i contatti con l’ente segnalante ed eventualmente la CTR
- Tenere una documentazione adeguata nel dossier del ragazzo
Tenendo conto di queste prestazioni, l’educatore di questa équipe deve essere disposto a lavorare ad ogni momento della giornata e della settimana.
L'équipe può occuparsi in regola di 15 adolescenti.
Il numero di adolescenti resta comunque difficile da stabilire.
Infatti l’impegno può variare se vi sono più collocamenti presso famiglie, visto il ruolo attivo che anche la famiglia esercita sul giovane.
Solo l’esperienza ci permetterà di valutare correttamente quanti ragazzi potranno essere presi a carico da questa équipe.